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Gianni Grattacaso 

(Statement)

 

Mi affascinano la pura creatività e la continua sperimentazione. Inizialmente, ho sempre avuto una grande passione per la fotografia in bianco e nero, poi, grazie alle polaroid, ho conosciuto il colore e la tecnica della manipolazione, ottenendo risultati pittorici che mi hanno portato a fondere la fotografia con tecniche e materiali sempre diversi, fino a fluire nella pittura.

 

Le mie principali fonti d'ispirazione sono la natura, la solitudine, il mondo femminile e grandi artisti, tra gli altri  Man Ray, per la sua capacità di sperimentare sempre nuove tecniche fotografiche, Edward Hopper per i suoi dipinti in cui la luce sembra quasi palpabile e Paul Klee per i suoi colori accesi e vivaci.

Ogni mio lavoro è fondato sull’armonia dei contrasti e sulla comunicazione di concetti ed emozioni che risuonano nell'esperienza di ognuno di noi, con il desiderio di leggerne le luci e le ombre in un respiro di speranza. La mia ricerca artistica non si ferma, sperimentare per me è una necessità assoluta, cerco sempre nuove tecniche e nuove prospettive, perché non posso sostare in immagini e colori che ho già percorso.

 

Biografia

 

Colore, segno, materia si intrecciano, si mescolano e si fondono alla fotografia, con un linguaggio originale che ogni giorno si rinnova e spazia in inedite esperienze creative.

 

Gianni Grattacaso nasce a Paestum-Capaccio  in provincia di Salerno e successivamente si trasferisce ad Agropoli, dove tutt’ora vive e ha il suo studio fotografico e artistico. A seguito di una formazione tecnica e scientifica nel campo della medicina, consegue una importante carriera come imprenditore nella produzione di apparecchiature di elettromedicina e nella realizzazione di innovativi brevetti.  La sua creatività trova all’improvviso nuove strade quando un amico gli apre le porte della camera oscura, dove stava sviluppando alcune immagini in bianco e nero. E’  un colpo di fulmine, una passione per la fotografia che non l’abbandonerà più. Comincia quindi a formarsi attraverso lo studio dei più grandi fotografi e grazie ai corsi dell’Accademia John Kaverdash a Milano, in particolare quelli dedicati alla fotografia pubblicitaria, moda e still life, tanto che per un periodo gestisce una propria agenzia . Attraverso queste esperienze scopre che ciò che lo affascina di più è la pura creatività, unita alla continua sperimentazione di tecniche e di materiali.

Negli ultimi anni amplia il suo mondo artistico con la pittura e il disegno e frequenta , tra gli altri, i corsi della New Master Academy di Los Angeles.

Dal 2011 Gianni Grattacaso espone in numerose mostre in Italia e all’estero, da Londra a Lisbona, da Miami a New York, dove presenta nel 2020 alcune opere presso la Prince art Gallery; del 2012 è la sua prima personale ad Agropoli “Polaroid La Macchina Del Tempo”, alla quale ne seguono molte altre, tra le quali a Venezia “Dreams” nel 2012 e nel 2017 “Istant Day” a Modena, “Frames” a Roma. Inoltre l’artista ha pubblicato su Polaroiders Anno Zero, Polaroiders Nanowriters, EXPOPHOTO 2015 Cina, ed è stato docente di alcuni workshop (Polaroid - Artistic TZ) all'Accademia di Belle Arti di Bologna.

 

La continua sperimentazione e la gioia del creare sono le due chiavi di volta del mondo creativo dell’artista, il quale spazia dalle tecniche analogiche a quelle digitali, fino alla ricerca pittorica polimaterica. In ogni lavoro traspare una grande armonia, nella composizione e negli stessi contrasti, con il desiderio di comunicare concetti ed emozioni attraverso un respiro di speranza. 

Nascono così diverse serie di opere, ognuna con tematiche e tecniche diverse, a partire dai lavori in bianco e nero dedicati agli elementi del paesaggio, come in Landscape, dove la fotografia mette in luce le qualità pittoriche e “lo straordinario potenziale poetico” della natura. In Presenze l’artista ritrae paesaggi utilizzano la tecnica stenopeica, dove il “buco” da cui passa la luce diviene simbolo di uno sguardo nel passato;  nascono così immagini dove dominano le tonalità del blu degli scorci di Agropoli e appaiono figure evanescenti e solitarie, emerse da un tempo indefinito.

Successivamente sperimenta la Polaroid iniziando a manipolare le fotografie con disegni, tracce e graffiti, creando pezzi unici. Nella serie Polaroid Artistic TZ le immagini acquistano nuovi significati e ogni oggetto diviene simbolo di aspetti della vita in cui l’osservatore si sente coinvolto perché lo associa ad un ricordo o a una propria esperienza; spesso sono presenti le luci della notte, che illuminano racconti poetici e crepuscolari legati al tema della solitudine.

La ricerca sui legami emotivi si approfondisce nei ritratti di donna della serie Pinholeros, frammentati in riquadri che sembrano specchi, dove la figura appare suddivisa con ripetizioni di alcune parti, l’uso del bianco e nero e un forte impatto emotivo; dai contrasti di luce e ombra solo un particolare spicca con il colore rosso, elemento d’impatto e simbolico che crea una maggior pathos e spesso risulta come la chiave di lettura dell’opera.

In altre opere l’artista apre pienamente al colore, come nella serie Life, in cui ritratti di donne sono sovrapposti a immagini tratte dal microscopio, realizzate dall’artista stesso. Il senso della vita diviene più forte, le cellule che trasportano la linfa vitale fanno risaltare le linee dei corpi e dei volti in una visione poetica della forza dell’esistenza. Il colore, arricchito da forti contrasti cromatici, caratterizza anche le  immagini evanescenti di Dreams, mentre il tema del sogno continua nella serie Camera Obscura, dove in stanze come palcoscenici appaiono oggetti, ritratti, frammenti di vita, in una interpretazione surreale della realtà. Un legame con il Surrealismo pervade anche le opere della serie Frames: “uno schermo” appare nello spazio della fotografia, simbolicamente a dividere il “Prima” dal “Dopo”, così l'illusione della realtà si fa doppia, facendoci riflettere sul concetto di realtà che interseca la finzione e viceversa...

 

La ricerca di Gianni Grattacaso di trasformazione delle immagini fotografiche con segni e colore lo porta a sperimentare pienamente la pittura con la serie Painting , immagini femminili realizzate con una tecnica pittorica che suddivide lo spazio in fasce e riquadri, contraddistinti da una raffinata ricerca cromatica e di texture; le figure appaiono come profili e acquistano valori coloristici percorrendo i diversi spazi. In queste opere si respira bellezza e armonia, nei misurati gesti, nelle vibranti risonanza cromatiche delle campiture, nei silenzi.

Si distingue dalle altre la serie Drawing, nella quale, come su una lavagna nera, si stagliano ritratti di persone create con un disegno formato da una linea continua bianca che sembra luminescente; le figure così plasmate, libere dal peso e dalla realtà, sono però prigioniere, perché in ogni opera un elemento geometrico di color rosso scuro le ferma, le blocca, non permette loro di trasformarsi in pura libertà. Simboleggiano per l’autore la femminilità e la bellezza in contrasto con una visione che le vuole imprigionare come donne oggetto e come oggetto di violenza.

L’unione di fotografia e disegno in Diorama è l’ultima sfida dell’artista; emoziona e coinvolge la sua ricerca continua, la capacità di mettersi sempre in gioco con nuove tecniche e nuove prospettive, la sua creatività come fonte per un continuo sperimentare, la necessità di non fermarsi mai in luoghi già percorsi.

 

Ogni singolo linguaggio artistico di Gianni Grattacaso è potente ed esprime, in diverse tessiture di immagini e segni, il mondo contemporaneo e l’universo interiore, intenso  e  poetico, dell’Uomo.

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